Milano Moderna
Full-day tour

bocconiGrattacielo Pirelli
Simbolo della Milano industriale e della rinascita della città dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale, il grattacielo Pirelli con i suoi 127 metri è stato l'edificio più alto di Milano per tutto il XX secolo. Costruito in cemento armato, materiale tipico della cultura italiana ma inusuale per un grattacielo, è espressione della città che cresce in altezza per dar spazio oltre che alle fabbriche anche agli uffici, mostrando il cambiamento verso le città del terziario.
Progetto di Giò Ponti e Pier Luigi Nervi
 

soleCà Brutta
L'opera prima di Giovanni Muzio segna contemporaneamente la fine e l'inizio di un epoca architettonica. Si configura come un isolato ma in realtà è costituita da corpi distinti. Il carattere di astrazione dei suoi prospetti, pensati come un collage di parti autonome , mostra la ricchezza del repertorio linguistico milanese, il decoro, gli elementi dell'architettura sono composti attraverso rapporti chiari di misura. La "cà brutta", così rinominata appena ultimata, come se fosse un elemento esterno alla città, ne racchiude in realtà tutti i codici formali e linguistici, come un condensato di architettura milanese.
Progetto di Giovanni Muzio 

portelloSede della Montecatini
Il palazzo per uffici progettato nel 1936 esprime i principi già enunciati sulle pagine della rivista Domus da Giò Ponti che ne era direttore. "L'architettura è un cristallo", un volume puro, come una massa, evidenziato dalla complanarità di muri e finestra, in cui la città si specchia. La forma di questo edificio è moderna, ha il suo ingresso dove trova una migliore esposizione ma è anche capace di instaurare rapporti chiari con la città completando la cortina stadale verso Largo Donegani. Il marmo di facciata, con lastre di grandi dimensioni, esprime il significato del rivestimento. La sede della Montecatini rappresenta una vera e propria rivoluzione architettonica.
Progetto di Giò Ponti

fieraCasa Rustici
Il progetto residenziale della casa Rustici coniuga i principi del moderno con il carattere di Milano. I due corpi paralleli e ortogonali a Corso Sempione ricompongono l'isolato attraverso un corpo costituito solo dai terrazzi sospesi tra i due corpi. L'edificio, rivestito in marmo bianco e intonaco, mostra lateralmente il suo sistema strutturale. L'edificio termina con un ultimo piano occupato da un solo appartamento che ha nei due corpi distinte la zona giorno e la zona notte e che arretra dai fronti per lasciare spazio a un giardino sul tetto.
Progetto di Giuseppe Terragni e Pietro Lingeri
 

 

bicoccaTorre del Parco – Torre Branca
La torre di 108 metri posta all’interno del Parco Sempione , quanto l’altezza del Duomo di Milano, è stata progettata nel 1933 come punto panoramico e rappresenta ancora oggi la vista accessibile a tutti più alta della città. Costruita come traliccio leggero in ferro esprime l’eleganza la tensione verso l’alto che caratterizzò l’architettura degli anni ’30 di Milano.
Progetto di Giò Ponti

bicocca

Palazzo dell'Arte – Triennale di Milano
Il palazzo dell'Arte, costruito durante nel periodo fascista, nasce come sede delle esposizioni internazionali delle Arti decorative e industriali moderne e dell'architettura moderna. L'edificio, oggi sede della Triennale di Milano, è caratterizzato da uno stile in bilico tra l'architettura classica, quella di regime e l'architettura razionale. L'elegante scala in marmo, l'ingresso monumentale, il portico verso il Parco Sempione e il volume trasparente cilindico della scala elicoidale coesistono in un'unica architettura. L'uso del mattone a vista, come quello del vicino castello sforzesco, ne rafforza il valore simbolico e monumentale.
Progetto di Giovanni Muzio

casa al parcoCasa al Parco
L’edificio di abitazioni progettato nel 1947 da Ignazio Gardella conclude, attraverso la disposizione di due volumi paralleli e sfalsati, il semicerchio del Foro Bonaparte cercando un rapporto con il Parco Sempione. Il primo corpo, rivestito di marmo e composto ordinatamente, dialoga con la città compatta, il secondo, che lascia in vista il telaio strutturale, sembra riconfigurato liberamente nella sua forma.
Progetto di Ignazio Gardella

caccia dominioniCasa Caccia Dominioni
L’edificio del 1947, di fronte alla Basilica di Sant’Ambrogio e costruito sul luogo dove già esisteva la casa della famiglia Caccia Dominioni distrutta dai bombardamenti della grande guerra, recupera i caratteri milanesi sia nell’impianto tipologico che negli aspetti linguistici. Il balcone-ballatoio, la loggia, le finestre a tutta altezza, l’uso della pietra, dell’intonaco, dell’acciaio e del legno, vengono ricomposti in una architettura ordinata, rinnovano la tradizione costruttiva in una visione estremamente moderna.
Progetto di Luigi Caccia Dominioni 

regione-lombardiaCondomio XXI Aprile
Progettato nel 1950 è uno dei simboli del rinnovamento stilistico dell’architettura milanese. Il regista Michelangelo Antonioni sceglie il Condominio XXI Aprile per ambientare la prima parte del film “la Notte”. Il marmo bianco e il Klinker scandiscono i due volumi che lo compongono, le grandi finestre continue, a filo parete, mostrano il carattere essenziale dello stile Milano.
Progetto di Asnago e Vender

regione-lombardiaUffici e abitazioni in Corso Italia
La volontà di creare un edificio relamente moderno spinge Moretti a negare le regole proprie della Milano ottocentesca, sia nella forma che nel linguaggio. La disposizione ortogonale alla strada del grande volume aggettante, la facciata come superficie piena in cui le finestre tradizionali si trasformano in tagli, il corpo pieno che sovrasta e deforma la base leggera vetrata, sono alcune delle operazioni di riforma.
Progetto di Luigi Moretti

regione-lombardiaTorre Velasca
Costruita nel 1958 è un manifesto dell’architettura contemporanea. La Torre Velasca riflette il pensiero espresso da Rogers sulle pagine di Casabella, l’ idea di continuità dell’architettura, il significato del carattere di un luogo, il rinnovo della tradizione attraverso i materiali della contemporaneità. Realizzata in cemento armato è alta 106 metri, e dialoga con il Duomo attraverso gli elementi strutturali della facciata.
Progetto di BBPR

regione-lombardiaArengario - Museo del ‘900
L’edificio, esito di un concorso del 1937, rivestito di marmo bianco di Candoglia, è l'ultimo intervento di trasformazione di Piazza del Duomo e si contrappone alla Galleria Vittorio Emanuele II. Alla fine del 2010 vengono ultimati i lavori di ristrutturazione per adattarlo a sede del museo del ‘900 che raccoglie le più importanti opere d’arte del Novecento milanese, tra cui Boccioni, Balla, De Chirico e Fontana.
Progetto di Piero Portaluppi - Giovanni Muzio – Enrico Griffini – Pier Giulio Magistretti, ristrutturazione Italo Rota